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Puglia, Kit di dispositivi di protezione distribuiti a medici e pediatri

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kit di dispositivi di protezione

Una ordinanza della Regione Puglia ha disposto la distribuzione di Kit di dispositivi di protezione a medici e pediatri per far fronte all’emergenza Covid. Il materiale verrà distribuito in collaborazione con Poste Italiane dalla Protezione Civile. In ogni ambulatorio e ad ogni medico verranno consegnate 300 mascherine chirurgiche, 300 mascherine FFP2, 1 visiera protettiva, 10 camici, 10 tute, 1 confezione da 100 guanti e 1 saturimetro/pulsossimetro.

Il materiale verrà consegnato dalla Protezione Civile

A distribuire i Kit di dispositivi di protezione sarà la Protezione civile regionale che lo farà in collaborazione con la rete di Poste Italiane. La consegna del materiale verrà effettuata negli orari di apertura degli ambulatori. Ad informare i medici iscritti MMG e PLS saranno gli Ordini dei Medici provinciali che forniranno i dati per la consegna alla Protezione Civile. Pier Luigi Lopalco, assessore alle Politiche della Salute della regione Puglia, ha dichiarato di porre molta fiducia sull’aiuto che continueranno a dare i medici di medicina generale per fronteggiare l’emergenza Covid.

I Kit di dispositivi permetteranno ai medici di eseguire visite e tamponi

I medici provvederanno ad eseguire ai pazienti che ne fanno richiesta visite e tamponi ai pazienti, in modo da allentare la pressione che continua a tormentare gli ospedali. Inoltre, i medici dovranno anche supportare le attività di tracciamento dei contagi, un altro grande aiuto per gestire meglio l’emergenza sanitaria. L’assessore ha rivolto a tutti loro un sentito grazie per il lavoro che continuano a fare. Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, ha informato la popolazione che nella giornata del 5 novembre 2020 in Puglia sono stati effettuati 7.543 test per il contagio e sono stati rilevati 850 casi di positività. I numeri più alti di casi si sono rilevati a Bari e a Foggia, dove ci sono stati rispettivamente 277 e 273 casi.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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viaggiare con l'elettrico

Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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