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Puglia, necessario green pass nelle università

Il green pass nelle università in Puglia sarà reso obbligatorio

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green pass vaccinale

Secondo il nuovo protocollo deliberato dall’Adisu, l’Agenzia regionale pugliese per il diritto allo studio, il green pass nelle università in Puglia sarà reso obbligatorio. Il certificato verde sarà necessario per accedere alle residenze e alle mense, o in alternativa occorrerà esibire il certificato di esenzione dal vaccino. Il nuovo protocollo dell’Adisu è stato redatto per gestire al meglio il rischio di contagio Covid-19 nelle mense e nelle residenze degli atenei pugliesi. Nel protocollo si legge gli studenti italiani o provenienti da paesi membri dell’Unione Europea potranno entrare e abitare nelle residenze solo se saranno in possesso del cosiddetto Green pass.

Obbligatorio il green pass nelle università in Puglia

La certificazione verde Covid-19 o green pass nelle università in Puglia sarà dunque obbligatorio. Nel protocollo redatto dall’Adisu si legge anche che è consentito l’accesso agli ospiti esterni negli spazi comuni delle residenze solo se saranno muniti di Green pass. L’accesso avverrà comunque nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, quindi dovrà essere rispettato l’uso della mascherina, il distanziamento interpersonale e una corretta igienizzazione delle mani. Nel documento si legge anche gli studenti, prima di entrare in residenza, dovranno sottoscrivere e compilare il modello di autocertificazione che gli addetti alla portineria avranno cura di consegnare. I portinai provvederanno anche a misurare la temperatura agli studenti.

Verranno rispettate le normative anti contagio

Nel documento è stato anche specificato che per poter accedere al servizio ristorazione nelle mense per consumare al chiuso al tavolo al chiuso occorrerà anche la certificazione verde, oppure si potrà consumare il pranzo all’esterno delle mense e in questo è previsto il lunch box, ovvero i menù sigillati. Le regole dovranno essere rispettate e il protocollo mira a gestire la situazione pandemica per evitare che i contagi possano salire ancora e rischiare di tornare alle lezioni online. L’obbligo del green pass nelle università in Puglia permetterà di stare più tranquilli e di avere molti meno giovani contagiati.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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