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Al San Paolo crolla palazzina popolare

Crolla palazzina popolare al quartiere San Paolo di Bari

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Al San Paolo crolla palazzina popolare

In via Umbria, nel quartiere San Paolo a Bari crolla palazzina popolare e Arca Puglia costituisce una commissione di indagine. Il crollo risale allo scorso 15 luglio e Arca Puglia vuole capire come sono andate le cose, per questo ha costituito una “Commissione di indagine”, allo scopo di vederci chiaro sulle cause dell’evento e individuare qualsiasi responsabilità. Se vengono riscontrate, verranno fornite le informazioni all’Amministratore Unico e agli Uffici dell’Ente, che potranno così svolgere le ulteriori attività di controllo. Il prossimo 20 luglio si insedierà la Commissione e a presiederla sarà Pietro Augusto de Nicolo, Amministratore Unico dell’Agenzia.

Crolla palazzina popolare, costituita una commissione

Arca Puglia ha costituito la Commissione per fare chiarezza sulle cause che hanno portato a quanto accaduto il 15 luglio, quando crolla palazzina popolare nel capoluogo pugliese. La Commissione è composta anche dal Direttore, dal Dirigente del Settore Tecnico, dal Dirigente del Settore Amministrativo, dal Responsabile dell’Ufficio Appalti e dal Responsabile dell’Ufficio Manutenzione. L’ente ha spiegato che verrà svolto un lavoro di raccolta documentale e verranno approfonditi tutti gli aspetti tecnici che hanno interessato gli interventi di manutenzione eseguiti sulla palazzina. Quando la Commissione darà l’esito finale, l’ARCA Puglia Centrale darà il via alle azioni previste dalla legge per perseguire qualsiasi responsabilità.

Al crollo è intervenuta la polizia

Quando è crollato il balcone della palazzina nel quartiere del San Paolo a Bari, di proprietà di Arca Puglia, per fortuna non c’erano passanti e quindi non ci sono stati feriti. Sul posto è intervenuta la polizia locale e i vigili del fuoco, che hanno liberato la strada. Ancora non è chiaro quali possano essere state le cause di questo improvviso crollo, ma secondo quanto detto dai residenti via social pare che nello stabile ci fossero infiltrazioni di acqua. Las situazione è stata segnalata ad Arca Puglia che come visto ha provveduto ad istituire una commissione di indagine.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Pesci alieni nel mare pugliese a causa delle elevate temperature

Il rialzo delle temperature ha portato pesci alieni nel mare pugliese

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pesci alieni

L’aumento delle temperature ha portato pesci alieni nel mare pugliese, dal pesce coniglio al pesce pappagallo. Il fenomeno si è manifestato con potenza e in molte zone d’Italia, e non fa eccezione il anche mare della Puglia. Già alla fine di luglio di questo anno l’acqua nel golfo di Taranto aveva raggiunto i 30 gradi. Dal 2003 non si registravano temperature così elevate in questa zona, ma ad oggi, insieme al Mar Ligure, è fra le aree più colpite in Italia da questo fenomeno. La  prima ricercatrice del Cnr Irsa, la dottoressa Ester Cecere, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha chiaramente lanciato l’allarme per il fenomeno.

Presenza di pesci alieni nel mare pugliese

La dottoressa Ester Cerere ha detto che il fenomeno del rialzo delle temperature dei mari rientra nel riscaldamento globale e a risentirne più degli è proprio il Mediterraneo, perché è chiuso relativamente e presenta un ricambio idrico abbastanza ridotto. Le temperature elevate non sono tollerate dalle specie autoctone presenti nei mari della nostra penisola, mentre altre specie si adattano bene a queste condizioni. Ecco perché ci sono pesci alieni nel mare pugliese, e quelli già arrivati sono i pesci coniglio, balestra e pappagallo. A risentirne di questa condizione sono i mitili, e in particolare le cozze, organismi filtratori in cui la filtrazione si riduce fino a far morire l’organismo.

Si assiste anche al boom delle meduse

La produzione di cozze del 2021 è andata perduta e nel tentativo di salvare le cozze una parte è stata portata dal Mar Piccolo al Mar Grande, dove l’acqua ha una temperatura più bassa. Il presidente Mitilicoltura Confcommercio Taranto, Luciano Carriero, a questo proposito ha detto che il prodotto adulto quest’anno è stato venduto prima di luglio e quindi il rischio è stato minimo. Un altro fenomeno che è in aumento è il boom di meduse che in Italia negli ultimi anni è ricorrente. Il professor Cataldo Pierri si è espresso sul golfo di Taranto dicendo che nel golfo c’è una massiccia presenza del Rhizostoma pulmo, una medusa di dimensioni grandi, non aggressiva e che si nutre di piccoli organismi contenuti nel plancton.

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