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Puglia, la vespa autografata da Al Bano rubata poco dopo

E’ stata rubata subito dopo la vespa autografata da Al Bano, il cantante invita a restituirla

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Al Bano

Era stata una grande gioia per due fan di Albano venire dall’Austria alla Puglia per chiedere al cantante una cosa davvero singolare, quella di mettere la sua firma sulla vespa. Ma la gioia è durata poco per i due turisti di Innsbruck, appassionati fan del cantante di Cellino San Marco. Infatti, poco dopo la vespa autografata da Al Bano è stata rubata da due ladruncoli. Forte l’ira e lo sgomento del cantante, che ha invitato i malviventi a restituire ai due fan la vespa che con tanto orgoglio aveva firmato. Spaventati anche i due turisti austriaci, e anche molto delusi da quanto accaduto.

Rubata la vespa autografata da Al Bano

La vespa autografata da Al Bano per i due turisti era più che un ricordo, e avevano faticato tanto per raggiungere il loro obiettivo. Dall’Austria erano giunti in Puglia a bordo di due motorini per incontrare Al Bano, il loro idolo. Non una, quindi, ma due sono le vespe su cui Albano ha apposto la sua forma, ma una è quella rubata. I due turisti sono andati a trovare il cantante nella sua dimora a Cellino San Marco e hanno passato dei piacevoli momenti con lui. Poi, andati via, si sono lasciati trasportare dalla meraviglia del litorale pugliese e così hanno deciso di fermarsi in zona Contrada Tre Fontane a Campo di Mare, vicino San Pietro Vernotico, per fare un bagno.

Albano invita i ladri a restituire la vespa

Mentre i due si stavano rilassando nelle magnifiche acque del litorale pugliese, una vespa è stata rubata da qualche malintenzionato. Mortificati e profondamente dispiaciuti, i due turisti non credevano a quanto era successo. Al Bano ha lanciato un appello accorato ai ladri, dicendo loro di restituire la Vespa, ed eventualmente di portarla a casa sua. Non importa se il ladro ha sbagliato, può ancora pentirsi e rimediare a quanto fatto. Albano ha rimarcato sul fatto che quanto accaduto è una vergogna, e che lancia nel mondo una brutta immagine dei pugliesi.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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