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Scoperta piantagione di cannabis nel Gargano, ha un valore di 9 mln di euro

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E’ stata scoperta dalla guardia di finanza una piantagione di cannabis nel Gargano del valore di 9 mln di euro. La piantagione era composta da 5.100 m e si trovava nella località Bosco Rosso, tra i comuni di San Marco in Lamis e San Nicandro. Stando ad una prima valutazione effettuata dai finanzieri le piante sequestrate avrebbero fruttato 9,4 milioni di euro, per un totale di 1,9 milione di dosi per spaccio. A curare le piante i finanzieri hanno trovato un rumeno armato di pistola con matricola abrasa, che hanno subito arrestato. Tre i guardiani denunciati, che i finanzieri hanno trovato nel casolare dove viveva il rumeno.

Trovato nel casolare anche il libro dell’ex procuratore Seccia

Nel corso della perquisizione i finanzieri hanno anche trovato un libro dell’ex procuratore Seccia intitolato ‘La mafia Innominabile”. E’ stato uno dei primi testimoni a raccontare il fenomeno mafioso che vigeva nel Gargano. La piantagione di cannabis era circondata dalla vegetazione, in prevalenza da felci, mentre da due lati era circondata da un bosco. Inoltre, era anche protetta da filo spinato.

Un giro d’affari immenso quello della piantagione di cannabis

I tre foggiani rinvenuti dalla guardia di finanza nel casolare del rumeno secondo i finanzieri erano i guardiani che proteggevano la piantagione. Il giro d’affari che avrebbe fruttato la piantagione di cannabis è immenso e avrebbe messo in circolazione milioni di dosi pronte a far sballare tanti giovani. I finanzieri indagano per risalire agli effettivi proprietari della piantagione, per scoprire chi vi è a capo. Sicuramente il rumeno e i guardiani sono sotto qualcuno che li ha arruolati per prendersi cura della piantagione.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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