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Sette comuni al voto per le amministrative in Puglia tra Bari e Bat

Amministrative in Puglia, urne aperte Domenica 3 e lunedì 4 ottobre in sette comuni fra Bat e Bari

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Amministrative in Puglia

Sono ben sette i comuni fra Bari e Bat in cui si voterà Domenica 3 e lunedì 4 ottobre per le amministrative in Puglia. In queste due giornate le urne saranno aperte a Noicattaro, Triggiano, Adelfia, Ruvo di Puglia, Spinazzola, Minervino e Sannicandro di Bari. In quasi tutti i comuni Centrosinista e 5 stelle sono avversari, infatti non è stato possibile raggiungere alcun accordo pre-elettorale a livello locale. A Noicattaro sfideranno il sindaco uscente pronto alla riconferma Sergio Ardito e Antonello Di Ciolla, in campo entrambi ma con liste civiche, cosa che ha sollevato diverse polemiche.

Le anomalie delle amministrative in Puglia

Nel centrosinistra a Triggiano è in atto una sfida interna, ma nel frattempo i 5 Stelle hanno provato a raggiungere un accordo. Il progetto guidato dal giovane Giuseppe Di Caterino però non ha prodotto nulla e la sfida ora è fra il sindaco uscente Antonio Donatelli e Giovanni Campobasso, sostenuto da Pd, Popolari di Massimo Cassano e civiche. Per le amministrative in Puglia stanno venendo a galla i problemi dei pentastellati ad Adelfia, dove non c’è neanche una lista pentastellata al voto. I candidati sono due: Giuseppe Cosola, sostenuto anche dai Popolari e Costantino Pirolo, supportato da una coalizione che va dal Pd a Forza Italia. A Ruvo di Puglia l’uscente Pasquale Chieco ha creato una coalizione unendo il centrosinistra e i 5 Stelle, mentre Luciano Lorusso è sostenuto da un centrodestra compatto.

La situazione negli altri comuni

A Spinazzola il Pd non ha presentato alcun candidato e a sfidare il sindaco uscente, Michele Patruno, di Fratelli d’Italia, sono Mariella Carbone (5 Stelle), Pasquale Di Noia (Forza Italia) e Giuseppe Blasi (civico di centrosinistra). A Minervino a sfidare la sindaca uscente Maria Laura Mancini, sostenuta da Fratelli d’Italia,  sono Tonio Scarpa, sostenuto dal consigliere di Con Giuseppe Tupputi, ma anche da Forza Italia e Lega, e Michele Tamburrano, supportato da Pd, 5 Stelle e socialisti. A Sannicandro il sindaco uscente Beppe Giannone si sfiderà con Giovanni Turchiano.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Vaccino per 14enne fragile, il tribunale autorizza anche se il padre no vax nega il consenso

Il tribunale di Brindisi ha autorizzato il vaccino per 14enne fragile, la madre potrà procedere anche se il padre non vuole

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vaccino covid Puglia

La madre di un ragazzino affetto da svariate patologie potrà farlo vaccinare anche se il padre non vax ha negato il consenso. E’ quanto ha deciso il tribunale di Brindisi, che ha autorizzato la madre a far fare il vaccino per 14enne fragile, anche se il padre non vuole, come da pianificazione della campagna vaccinale. Il trattamento era stato consigliato dai medici della Asl, ma il padre del ragazzino si era opposto. Così la donna ha fatto ricorso al tribunale per capire se poteva fare il vaccino al figlio anche senza il consenso del padre. E così è stato, la donna ha vinto il ricorso e potrà fare vaccinare il figlio come le era stato consigliato dai medici.

Autorizzato il vaccino per 14enne fragile

I medici della Asl avevano detto infatti alla donna che non c’era alcun rischio per il figlio, sarebbe invece stato in grave pericolo se fosse stato contagiato. La decisione urgente chiesta al Tribunale riguardo il vaccino per 14enne fragile ha trovato la risposta tanto attesa grazie al presidente Alfonso Pappalardo. I genitori del ragazzino stanno per divorziare, e da qui la necessità di avere un parere urgente per la donna, visto che non poteva avere più dalla sua parte il marito, considerata la situazione. Nell’ordinanza c’è scritto che, nella vaccinazione, essendo impossibile cercare il rischio zero, va fatta una valutazione rischio -beneficio.

Per il 14enne il vaccino rappresenta un beneficio

I giudici ha detto, in base a questo caso specifico, e sulla base della consulenza, che la valutazione del rischio beneficio è favorevole al beneficio per i soggetti che sono ancora più piccoli di età del 14enne. A rafforzare la valutazione di carattere generale è il rischio di forme complicate e gravi di Covid 19, soprattutto nel caso di situazioni particolari di salute, come quella del ragazzino in questione. Il consulente ha asserito che se si dovesse attendere una valutazione anche sulla frequenza di eventi avversi a lungo termine prima dell’immissione di un qualsiasi farmaco in commercio, la scienza sarebbe stata paralizzata.

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