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Specializzandi UniBari in arrivo nella sanità lucana

Bardi ha annunciato che sono in arrivo nella sanità lucana specializzandi UniBari che saranno assunti a tempo determinato

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Università di Bari

E’ stato siglato un accordo fra la Regione Basilicata e l’Università degli studi di Bari per assumere a tempo determinato e parziale specializzandi UniBari presso la sanità lucana. A dare l’annuncio è stato Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, che ha sottolineato come gli specializzandi verranno assunti presso le aziende sanitarie e ospedaliere del territorio lucano a tempo indeterminato e parziale fino al 31 dicembre 2022. Il contratto non potrà durare oltre il tempo residuo del corso di specialistica che i giovani stanno seguendo. Fanno eccezione i periodi di sospensione previsti per i medici specializzandi. In questo caso il contratto potrà essere prorogato solo una volta fino al completamento della specialistica.

Assunzioni per specializzandi UniBari

Riguardo sempre ai medici specializzandi UniBari, in una nota il presidente della Regione, Vito Bardi, ha fatto sapere che il contratto rinnovato non potrà però avere la durata superiore ad un anno. Il presidente ha aggiunto che la pandemia in Basilicata ha fatto emergere delle criticità che affondano le radici in tempi lontani. Quelle più rilevanti sono la carenza di personale medico e sanitario, ma soprattutto di medici specialisti. Per questo motivo è stato necessario agire in fretta e rapidamente, sfruttando le opportunità che la normativa vigente ha messo a disposizione. La legge infatti permette alle aziende e agli enti del Servizio sanitario nazionale di assumere fino al 31 dicembre 2022 con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato coloro che sono collocati in modo utile nella graduatoria.

Rimangono invariate le disposizioni dell’UE

Le assunzioni vanno fatte tenendo conto delle proprie disponibilità di bilancio e dei limiti di spesa per il personale. Inoltre, anche se verranno fatte le assunzioni ai medici specializzandi UniBari, rimane invariato il rispetto dei vincoli riguardanti l’ordinamento dell’Unione europea sul possesso del titolo di formazione specialistica. Il presidente ha aggiunto che grazie a questo accordo fra Regione Basilicata e Università degli studi di Bari sarà possibile reperire rapidamente gli specialisti necessari per colmare la carenza che regna nella sanità lucana.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Pesci alieni nel mare pugliese a causa delle elevate temperature

Il rialzo delle temperature ha portato pesci alieni nel mare pugliese

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pesci alieni

L’aumento delle temperature ha portato pesci alieni nel mare pugliese, dal pesce coniglio al pesce pappagallo. Il fenomeno si è manifestato con potenza e in molte zone d’Italia, e non fa eccezione il anche mare della Puglia. Già alla fine di luglio di questo anno l’acqua nel golfo di Taranto aveva raggiunto i 30 gradi. Dal 2003 non si registravano temperature così elevate in questa zona, ma ad oggi, insieme al Mar Ligure, è fra le aree più colpite in Italia da questo fenomeno. La  prima ricercatrice del Cnr Irsa, la dottoressa Ester Cecere, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui ha chiaramente lanciato l’allarme per il fenomeno.

Presenza di pesci alieni nel mare pugliese

La dottoressa Ester Cerere ha detto che il fenomeno del rialzo delle temperature dei mari rientra nel riscaldamento globale e a risentirne più degli è proprio il Mediterraneo, perché è chiuso relativamente e presenta un ricambio idrico abbastanza ridotto. Le temperature elevate non sono tollerate dalle specie autoctone presenti nei mari della nostra penisola, mentre altre specie si adattano bene a queste condizioni. Ecco perché ci sono pesci alieni nel mare pugliese, e quelli già arrivati sono i pesci coniglio, balestra e pappagallo. A risentirne di questa condizione sono i mitili, e in particolare le cozze, organismi filtratori in cui la filtrazione si riduce fino a far morire l’organismo.

Si assiste anche al boom delle meduse

La produzione di cozze del 2021 è andata perduta e nel tentativo di salvare le cozze una parte è stata portata dal Mar Piccolo al Mar Grande, dove l’acqua ha una temperatura più bassa. Il presidente Mitilicoltura Confcommercio Taranto, Luciano Carriero, a questo proposito ha detto che il prodotto adulto quest’anno è stato venduto prima di luglio e quindi il rischio è stato minimo. Un altro fenomeno che è in aumento è il boom di meduse che in Italia negli ultimi anni è ricorrente. Il professor Cataldo Pierri si è espresso sul golfo di Taranto dicendo che nel golfo c’è una massiccia presenza del Rhizostoma pulmo, una medusa di dimensioni grandi, non aggressiva e che si nutre di piccoli organismi contenuti nel plancton.

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