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A Taranto sbarca il tour Puglia Regione Universitaria

Il tour Puglia Regione Universitaria sbarca a Taranto, è la prima tappa nelle cinque città universitarie del progetto.

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Taranto sbarca il tour Puglia Regione Universitaria

Sbarca a Taranto per  la città dei due mari è la prima tappa nelle cinque città universitarie previste nel progetto. L’iniziativa mira a stabilire un rapporto rinnovato tra sistema universitario e sistema urbano.  Sostenuto fortemente dall’Assessore regionale Leo, il progetto rientra in un Protocollo tra l’Assessorato all’Istruzione della Regione, l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, le città universitarie della Puglia, gli atenei, le province e gli studenti. L’assessore ha detto che segue con molta attenzione quello che sta facendo il tour in questi mesi. Oltre alla fase di ricerca applicata, è al via anche la fase di incontro con i territori, l’ascolto e il confronto con gli stakeholders coinvolti e le 5 città universitarie.

Percorso del tour Puglia Regione Universitaria interessante

La scelta di partire con il tour Puglia Regione Universitaria da Taranto è stata motivata dal fatto che il sistema universitario e la città jonica sono al centro di un progetto di rilancio che l’amministrazione regionale ha intenzione di proseguire. Leo ha aggiunto anche che l’attivazione recente del corso di laurea di Medicina e Chirurgia a Taranto ha consentito di recuperare un bene prestigioso, l’ex Banca d’Italia, che dal 2016 era in disuso. Inoltre, Taranto per tutti rappresenta un laboratorio interessante per sperimentare nuove sinergie, visto che nel capoluogo sono presenti più atenei. Lo scopo è far diventare Taranto con l’Università in una città universitaria.

Parte la fase di consultazione del progetto

Al termine della prima fase, a cui hanno preso parte i referenti scientifici delle Università e le amministrazioni, che hanno dialogato sui 5 punti strategici del progetto, parte dunque la fase di consultazione per il tour Puglia Regione Universitaria con le amministrazioni e con il tessuto urbano dei territori. L’obiettivo è progettare gli interventi al fine di avere una università condivisa e partecipata. Infatti, punto di forza del progetto è il metodo partecipativo che lancia un dialogo maggiore sulle questioni riguardanti lo studio e il diritto cittadino. Gli spunti emersi nella prima fase di approfondimento sono già tanti, l’intento è andare avanti con progetti bandiera.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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viaggiare con l'elettrico

Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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