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Tre baresi arrestati per furti agli autotrasportatori

Commettevano furti agli autotrasportatori, arrestati 3 bares

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Tre baresi arrestati per furti agli autotrasportatori
Riconoscimento editoriale: MC MEDIASTUDIO / Shutterstock.com

Una banda di malviventi baresi è stata autrice di svariati  furti agli autotrasportatori commessi tra l’estate 2019 e i primi mesi del 2020. I furti avvenivano durante la sosta notturna nelle aree di servizio autostradali delle marche, del Veneto della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Dall’indagine condotta dal Pubblico Ministero D.ssa Laura Brunelli della Procura della Repubblica di Forlì sono 25 le persone indagate, e gli episodi di furto contestati sono in tutto sedici. La banda assaliva i mezzi alla ricerca di farmaci, oggetti di tecnologia, abbigliamento e anche calzature. Per accertare cosa contenevano i TIR in sosta tagliavano i teloni che ricoprivano la merce.

I furti agli autotrasportatori venivano commessi di notte

Una volta che trovavano la merce, un gruppo di almeno dieci persone trasportava i pacchi in un altro veicolo industriale. In tutto, il valore della merce proveniente dai furti agli autotrasportatori si aggira intorno al milione di euro. Arrivata nel capoluogo pugliese, una parte della merce derubata veniva venduta a svariati ricettatori di origine campana, il resto veniva messo in commercio tramite esercizi che facevano accordi con i truffatori oppure online. A Napoli, nel gennaio 2020, la Polstrada di Bologna e Napoli ha tratto in arresto 5 soggetti e sequestrato 2.000 capi che qualche giorno prima erano stati rubati sull’autostrada A/1.

Tre i baresi che sono stati arrestati

Nei mesi successivi la polizia ha sequestrato 25mila paia di sneakers nascoste in una cava in disuso nella zona di Altamura, provenienti sempre dai furti agli autotrasportatori nel nord Italia. Gli investigatori hanno lavorato tanto per ricostruire le tappe fatte dai truffatori, e la Procura forlivese è riuscita a farsi rilasciare dal GIP di quel Tribunale tre misure cautelari per coloro che riguardo a questa vicenda sono i maggiori indiziati. Nella mattina del 10 settembre la Polstrada di Bologna e Bari ha tratto in arresto un bitontino di 47 anni, un coratino di 39 anni e un barese di 54 anni.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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viaggiare con l'elettrico

Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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