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Il virus in Puglia circola, lo dice la Chironna

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Maria Chironna, virologa dell’Università di Bari, torna a parlare del virus in Puglia, e dice che secondo lei non è scontata la tregua estiva. La virologa attacca Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele di Milano, che ha asserito qualche giorno come la pressione sia scesa drasticamente negli ospedali e che il virus è clinicamente morto. La virologa, dal canto suo, conosce bene le dinamiche dell’epidemia e del sequenziamento, e ha dunque detto che prima di fare delle affermazioni affrettate bisogna usare prudenza. Dunque, davanti ad uno scenario epidemiologico totalmente diverso da quello dell’anno scorso, lo stesso messaggio non si può riproporre.

La Chironna ribadisce che il virus in Puglia circola

Secondo Maria Chironna, quindi, il virus in Puglia circola, è vivo e vegeto e sa come tornare a proliferare. Anche se i contagi sono in calo, la Puglia rimane in zona arancione perché la situazione ancora è critica. Quello che accadrà in futuro dipenderà dalla campagna vaccinale in corso, dalla stagione estiva alle porte, dalle attività commerciali, produttive, economiche, e dalla circolazione delle diverse varianti. Magari in estate si potrà tirare un sospiro di sollievo, ma la tregua non è scontata. E poi, la circolazione delle varianti potrebbe cambiare il panorama e se si fa circolare più liberamente il virus in presenza di molti soggetti suscettibili, la situazione critica potrebbe subire un incremento.

Le riaperture saranno irreversibili

L’irreversibilità delle riaperture, annunciata dal governo, è certa, in quanto il Paese non reggerebbe. Secondo la Chironna, le riaperture sono state motivate solo da una scelta politica. I sanitari pensano soprattutto a tutelare la salute delle persone, a preparare un programma per evitare contagi, ricoveri e decessi. In questo momento però l’economia è fortemente compromessa, e quindi la politica ha dovuto optare per le riaperture, cercando di mettere insieme tutela della salute e crescita economica. Indubbiamente un prezzo da pagare c’è, ma si spera che non sia troppo alto.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Viaggiare con l’elettrico al Sud è un’odissea

Dal racconto di un lettore emerge che nel sud viaggiare con l’elettrico è una fatica

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viaggiare con l'elettrico

Acquistare una vettura elettrica è il sogno di molti e pensare di poter viaggiare senza bisogno di mettere carburante ma semplicemente facendo la ricarica è davvero allettante. Eppure, dal Sud non arrivano belle notizie per viaggiare con l’elettrico, ed è quanto emerge dal racconto di Luca, un giovane siciliano che, dopo aver acquistato una splendida Audi Q4 e-tron ha pensato di fare un viaggio in Puglia insieme alla moglie. Non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto dei momenti di tensione per il semplice fatto di non poter ricaricare le batterie, ma vediamo cosa è successo. Dopo aver provato per qualche settimana la sua nuova auto in città, Luca ha intrapreso un viaggio verso la Puglia, prevedendo già a priori due tappe.

Viaggiare con l’elettrico al Sud Italia un’odissea

Le due tappe che aveva previsto Luca per la ricarica della batteria della vettura erano Messina e Cosenza, in un’area di servizio lungo la A2. Dalla app aveva preso le info e tutto era andato per il meglio. L’app ha indovinato la percentuale di carica restante all’arrivo nella prima colonnina, quella nella sosta a Messina. Fatto l’imbarco sul traghetto e sceso a Villa San Giovanni, per precauzione Luca ha deciso di ricaricare nuovamente le batterie, così poi lui e la sua famiglia sono andati un po’ in giro. Hanno visitato Castellaneta, Alberobello e Fasano, poi hanno deciso di tornare in Sicilia. Così Luca ha raggiunto una colonnina di ricarica nel centro abitato di Cosenza, come gli aveva indicato l’app, ma era fuori uso.

Strazio al ritorno in Sicilia

Luca era terrorizzato perché quella colonnina a Cosenza era l’unica ricarica DC fino a quando non raggiungeva Villa San Giovanni. Così, stufo di seguire l’app, è andato in direzione sud e alla prima uscita ha fatto inversione. Per ricaricare ha dovuto raggiungere la colonnina nell’area di servizio Cosenza Nord,ma con suo stupore ha scoperto che nell’area di servizio dell’altra carreggiata era presente un’altra colonnina DC funzionante. L’app però non riportava quella colonnina, e lui ha dovuto fare un giro enorme per ricaricare. Per fortuna, anche se con molto ritardo, è arrivato a Siracusa, spaventato perché aveva solo l’11% di ricarica. Per Luca viaggiare con l’elettrico al sud non è stato certo piacevole, e ha detto che dovrebbero esserci molte più colonnine nelle autostrade.

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