Il tonno in scatola fa male: ecco la marca che fa male al cuore, al fegato e alla memoria

Il tonno in scatola fa parte della dispensa di moltissimi italiani: pratico, gustoso, ricco di proteine e omega-3. Eppure, il suo consumo abituale può esporre a rischi per cuore, fegato e memoria. Saper riconoscere le marche di tonno in scatola da evitare è il primo passo per tutelare la propria salute.
Quali sono i rischi per la salute associati al tonno in scatola?
Quando apri una lattina di tonno, raramente pensi a cosa contiene oltre al pesce. Quello che molti ignorano è che alcune conserve di tonno possono contenere quantità rilevanti di mercurio, sodio e additivi. Il mercurio, in particolare, è un metallo pesante che tende ad accumularsi nei pesci di grossa taglia come il tonno.
Assumere mercurio attraverso il tonno in lattina può compromettere la funzione neurologica, soprattutto se consumato regolarmente. Altri rischi derivano dalla presenza di sale aggiunto: alcune marche superano i 400 mg di sodio per porzione, un fattore che può favorire l’ipertensione e sovraccaricare il lavoro del cuore e dei reni.
Quali marche di tonno in scatola sono da evitare e perché?
Non tutte le marche di prodotti ittici in scatola sono uguali: alcune sono state più volte criticate per i livelli di mercurio riscontrati nei loro lotti. Anche la scelta dell’olio di conservazione influisce: olio di bassa qualità e additivi possono peggiorare il profilo nutrizionale del prodotto.
Le marche da evitare sono quelle che:
- Presentano livelli di mercurio superiori alle soglie consigliate dalla FDA (1 ppm e oltre per il tonno in scatola, mentre il limite di sicurezza è 0,5 ppm per i più vulnerabili come bambini e donne in gravidanza).
- Utilizzano oli di scarsa qualità, come l’olio di semi raffinato, spesso miscelato con additivi aromatici.
- Riportano in etichetta alte concentrazioni di sale (oltre 400 mg per porzione).
Quando scegli, leggi sempre la tabella nutrizionale e cerca il marchio MSC o altre certificazioni di pesca sostenibile.
Come scegliere un tonno in scatola sano per il cuore e il fegato?
Per tutelare cuore e fegato, orientati su conserve di tonno in acqua naturale, senza aromi aggiunti e con un basso contenuto di sodio. I prodotti in acqua spesso contengono meno grassi saturi rispetto a quelli sott’olio.
Evita le lattine che contengono glutammato monosodico, aromi artificiali o conservanti: questi ingredienti non sono necessari né per il sapore né per la sicurezza del prodotto. Scegli confezioni che dichiarano la provenienza del pesce e prediligi il tonno pinna gialla o il tonnetto striato, specie generalmente meno esposte all’accumulo di mercurio.
Se hai problemi di colesterolo, privilegia prodotti senza olio o con olio extravergine d’oliva certificato.
Qual è il contenuto di mercurio nel tonno in scatola e come influisce sulla memoria?
Secondo dati raccolti negli ultimi anni, il contenuto medio di mercurio nel tonno in scatola varia tra 0,1 e 0,5 ppm, ma in alcuni casi sono stati rilevati valori oltre 1 ppm. La FDA raccomanda massimo due porzioni a settimana per adulti, mentre per bambini e donne in gravidanza consiglia una sola porzione e preferibilmente tonno light.
Il mercurio danneggia il sistema nervoso centrale. Studi clinici hanno collegato l’esposizione cronica a questo metallo a disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione e, nei casi più gravi, a deficit cognitivi. Chi consuma tonno in scatola più volte a settimana rischia di superare la dose settimanale tollerabile di mercurio, con effetti a lungo termine sulla salute mentale.
Quali sono le alternative salutari al tonno in scatola?
Se vuoi variare la dieta senza rinunciare al gusto del pesce, considera le alternative:
- Sgombro in scatola: di norma contiene meno mercurio e offre una buona quantità di omega-3.
- Salmone selvaggio in conserva: meno contaminanti e ricco di acidi grassi buoni.
- Filetti di alici o sardine in vasetto di vetro: piccoli pesci, minore esposizione agli inquinanti.
- Preparazioni fresche: pesce azzurro locale, cotto al vapore o al forno, senza aggiunta di oli industriali.
Prediligere prodotti ittici in scatola certificati e con pochi ingredienti è la scelta migliore per ridurre i rischi del tonno in scatola e tutelare la memoria, il cuore e il fegato.
Infine, alterna spesso le fonti di proteine: legumi, uova e carni magre rappresentano opzioni valide per una dieta equilibrata, limitando così l’esposizione agli effetti negativi del tonno in scatola.
Andrea Basile
Biologo Nutrizionista, Dottore di Ricerca
Biologo Nutrizionista iscritto all'ONB (Ordine Nazionale Biologi), con Dottorato di Ricerca in Scienze della Nutrizione conseguito all'Università Federico II di Napoli. Riceve in studio a Napoli e online, seguendo pazienti con patologie croniche e sportivi agonisti. Relatore a convegni nazionali su microbiota intestinale e prevenzione cardiovascolare.









