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Tour delle gravine pugliesi: canyon, grotte e percorsi poco conosciuti da esplorare

Ignazio Marzianidi Ignazio Marziani· 07/08/2026 08:48
Tour delle gravine pugliesi: canyon, grotte e percorsi poco conosciuti da esplorare

Mi ricordo ancora il primo pomeriggio quando ho portato un gruppo di turisti lungo la gravina di Laterza. Era estate, il sole picchiava sulla pietra calcarea, e mentre scendevamo nel canyon notai lo sguardo stupito di una donna milanese che scopriva per la prima volta un paesaggio così drammatico a pochi chilometri da quella che credeva fosse una pianura piatta e monotona. "Non sapevo nemmeno che esistesse", disse. È esattamente quello che penso ogni volta che penso alle gravine pugliesi: sono fra i paesaggi più affascinanti del meridione, eppure restano ancora largamente ignorate dal turismo di massa.

Le gravine sono canyon naturali scavati dall'erosione fluviale nel corso di millenni. Non sono fenomeni geologici improvvisi, ma il risultato paziente del lavoro dell'acqua sulla roccia dolomitica e calcarea. In Puglia, specialmente nella Murgia tarantina e nella Valle d'Itria, queste incisioni creano paesaggi quasi lunari, con pareti verticali che talvolta raggiungono i cento metri di altezza. Non sono semplici burroni: sono ambienti ecosistemici complessi dove la temperatura rimane fresca anche nei mesi più torridi e dove la vegetazione si adatta a condizioni estreme. Ho passato anni a esplorare questi luoghi come guida naturalistica, scoprendo che ogni gravina ha una storia, una caratteristica biologica, una leggenda locale che la rende unica.

Le gravine più accessibili per chi inizia

Se state pianificando il vostro primo viaggio nelle gravine, vi consiglio di iniziare dalla gravina di Laterza. È quella più conosciuta, per una buona ragione: il percorso è relativamente agevole, ma l'impatto visivo è straordinario. La gravina corre fra due paesi, Laterza e Ginosa, come una ferita profonda nel paesaggio. Dai bordi è già spettacolare, ma quando scendete dentro, quando sentite il fresco che sale dalle pareti di roccia e vedete la vegetazione ripariale che crea un'oasi verde in mezzo alla Murgia arida, capite perché i miei occhi si sono illuminati la prima volta che sono sceso lì.

Un'altra gravina bellissima e non troppo impegnativa è quella di Massafra, in provincia di Taranto. Qui troverete anche una particolarità affascinante: le grotte artificiali scavate nei secoli passati da monaci e abitanti locali. Alcune di queste cavità diventarono chiese rupestri, con affreschi ancora visibili in certi punti. Ricordo di aver accompagnato un professore di storia dell'arte che piangeva quando ha visto gli schizzi di una Madone dipinta nel XII secolo. "È come toccare il passato", disse. E in realtà è proprio così.

I segreti delle gravine meno frequentate

Se desiderate sfuggire ai sentieri battuti, dovete addentrarvi nella Murgia profonda, dove le gravine diventano ancora più selvagge e piene di sorprese. La gravina della Madonna della Scala, vicino a Castellaneta, è una di quelle gemme nascoste che pochi raggiungono. Non è facile arrivarci; dovrete probabilmente chiedere ai locali, magari nei bar di paese dove la gente anziana conosce ancora i percorsi antichi. Ma quando sarete lì, circondati dalle pareti verticali coperte di licheni e dalla quiete assoluta spezzata solo dal suono dell'acqua, capirete perché vale ogni fatica.

Un'altra gravina straordinaria è quella di Petruscio, nel Gargano. Qui il paesaggio cambia: le rocce sono più dolomitiche, il canyon più profondo, la sensazione di isolamento più forte. Ho guidato escursionisti attraverso questo luogo e ho visto gente dimenticare completamente il mondo esterno, il rumore della società, gli schermi degli smartphone. Le gravine hanno questo potere: ti riportano a una dimensione primordiale, dove conta solo la natura e le tue reazioni di fronte a essa.

Le grotte: abitazioni, santuari e misteri

Le cavità carsiche che si aprono lungo le pareti delle gravine non sono semplici buchi nella roccia. Sono testimoni silenti di secoli di vita umana. Nel medioevo e nell'antichità, le gravine ospitavano comunità monastiche che sfuggivano alle incursioni saracene e alle persecuzioni religiose. Hanno costruito chiese rupestri, celle, refettori, tutto all'interno della roccia. La Chiesa rupestre|chiesa rupestre di San Giorgio a Massafra è uno degli esempi più affascinanti. Quando entrate dentro, vedete il soffitto affumicato dalle candele di secoli passati, gli affreschi ancora visibili, e sentite una vibrazione di spiritualità che non si può spiegare a parole.

Ma le grotte non erano solo abitazioni religiose. Erano rifugio per pastori, nascondigli per briganti, depositi di rifornimenti. Ogni gravina ha le sue leggende: dicono che nella gravina di Palagianello ci fosse un tesoro nascosto dai briganti del Settecento, che nelle cavità di Castellaneta vivessero comunità di Trogloditi|trogloditi fino al dopoguerra. Non sempre queste storie sono verificabili storicamente, ma mantengono viva una memoria popolare affascinante.

I percorsi meno noti da esplorare

Chi ha esperienza di trekking può avventurarsi in percorsi più impegnativi. Il trekking lungo il torrente Ginosa, che scorre nel fondo della gravina omonima, è un'esperienza fisica e mentale intensa. Camminate in un ambiente semi-selvaggio, dove la civiltà sembra lontana anni luce. Ho fatto questo percorso decine di volte e ogni volta scopro qualcosa di nuovo: un'antica masseria abbandonata nascosta fra gli alberi di roverella, un'incisione su roccia di epoca indefinita, segni di un passato agricolo che continua a sussurrare fra le pietre.

Un'altra opzione affascinante è il trekking notturno nelle gravine. Sembra pazzo, ma fidatevi: quando scendete in una gravina al chiaro di luna, quando il vostro sguardo si abitua al buio, quando sentite i suoni della notte senza il disturbo della luce artificiale, l'esperienza diventa quasi mistica. Ho portato gruppi in questi trekking e ho visto adulti scoprire una meraviglia che credevano smarrita da tempo.

Le gravine pugliesi vi aspettano. Non cercate resort lussuosi o spiagge affollate: cercate solitudine, storia, bellezza pura. Cercate la Puglia autentica, quella che vive fra le rocce e i secoli, quella che mi ha insegnato a leggere il paesaggio come un libro scritto dalla natura e dagli uomini che l'hanno abitato. Scendete nelle gravine, e tornerete trasformati.

Ignazio Marziani
Ignazio Marziani

Ignazio ha vissuto per anni tra il Gargano e la Murgia, dove ha lavorato come guida naturalistica. Racconta aneddoti sulle masserie abbandonate e antichi sentieri, portando il lettore alla scoperta di una Puglia meno conosciuta. È appassionato di storia orale e spesso condivide leggende tramandate dai pastori.