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Tour tra i murales pugliesi meno pubblicizzati: percorsi cittadini che ti sorprendono a ogni angolo

Naomi Varonedi Naomi Varone· 12/08/2026 07:39
Tour tra i murales pugliesi meno pubblicizzati: percorsi cittadini che ti sorprendono a ogni angolo

La Puglia che conosco non è quella delle cartoline, con i trulli fotografati un milione di volte. È quella dei murales nei sottovia di Foggia, delle facciate colorate a San Severo, dei vicoli di Altamura dove la street art dialoga con la pietra calcarea. Sono anni che percorro questi territori e vi assicuro: la vera sorpresa è quando svoltate un angolo e vi trovate di fronte un'opera che non sapevate esistesse. Non è turismo da app, è scoperta consapevole. Ed è quello che voglio condividere con voi oggi.

La Foggia nascosta oltre i muri istituzionali

Iniziamo da casa mia, Foggia. Chi arriva qui di solito si ferma in Piazza Cavour e non va oltre. Grave errore. A pochissimi passi dal centro, verso la zona nord, c'è un corridoio pedonale sotto il cavalcavia della circonvallazione dove tre artisti locali, negli ultimi tre anni, hanno realizzato un ciclo di murales che raccontano la memoria industriale della città. Mi è capitato di recente di incrociarci un gruppo di ragazzi del liceo artistico che stavano documentando l'opera con i loro smartphone. Loro sapevano. La maggior parte dei turisti no.

Il percorso parte da Viale degli Aviatori. Andate al tramonto, quando la luce radente esalta i dettagli. Troverete figure geometriche che si trasformano in volti, ritratti di musicisti legati alla storia del jazz foggiano. Accanto, un'opera più recente dedicata ai migranti che hanno attraversato la città negli ultimi decenni. Non è decorazione fine a se stessa: è narrazione urbana. Portatevi una macchina fotografica, non il telefonino. La qualità della luce merita di essere catturata sul serio.

L'errore che commettono quasi tutti? Cercare il murales già famoso. Qui invece bisogna camminare, osservare le facciate laterali, leggere i tag e i nomi degli artisti. Così scoprirete anche le opere più recenti, ancora fresche di vernice.

San Severo e il museo a cielo aperto che non ti aspetti

San Severo è una cittadina che profuma di vino Nero di Troia e ha una scena artistica straordinariamente vivace. Quando l'ho visitata due mesi fa per una ricerca sui festival locali, mi si è aperto un mondo. Il centro storico, intorno alla Basilica di San Severo, è puntellato di murales che non trovate su nessuna guida ufficiale perché vengono realizzati da collettivi che operano quasi in underground.

Particolare attenzione al vicolo dietro Palazzo Trotta, nel cuore della zona medioevale. Qui un muralista salernitano ha realizzato un'opera legata alla Street art contemporanea: una donna che emerge da una mappa geografica della Puglia. È uno dei lavori più intensi che abbia mai visto nella regione, eppure quando ci passo noto che poche persone si fermano a guardarla. La composizione gioca con le proporzioni, il colore è sapientemente dosato.

Consiglio operativo: parcheggiate in Via Cavour, prendete nota degli indirizzi che vi do. Poi perdetevi. Non seguite un GPS ma un itinerario mentale basato su quello che vedete. Se vedete un murale interessante, chiedete ai bar vicini chi l'ha fatto. Vi sorprenderà scoprire che spesso gli artisti sono locali, ragazzi tra i 25 e i 40 anni che lavorano il loro territorio come una tela vivente.

Altamura: quando la pietra incontra lo spray

Altamura è un'altra spalla del mio itinerario. La città è costruita letteralmente su blocchi di calcare bianco-giallastro, e i murales qui hanno una densità visiva completamente diversa dalle altre città. Lo contrasto tra la pietra antica e i colori acrilici moderni crea un effetto ipnotico.

Concentratevi sulla strada che collega Via Federico di Svevia al belvedere sulla gravina. Qui troverete almeno quattro interventi di artisti che hanno lavorato sul tema della Sostenibilità ambientale. Uno di questi, realizzato due anni fa, raffigura la gravina sommersa da rifiuti plastici mentre su un lato emerge una natura rigogliosa. È critica sociale traslata in immagine. Non è carina, è efficace. Ed è questo che la rende memorabile.

Un'indicazione pratica: portate con voi una cartina cartacea di Altamura o scaricate offline la mappa della città su Google Maps. Il GPS in centro storico è un disastro e finireste a girovagare senza meta. Inoltre, così potete annotare le coordinate dei murales che vi piacciono di più e condividerle.

Andria e i sottovia dell'invisibilità

Andria non è al mare, quindi raramente viene inserita negli itinerari turistici. Colpo di fortuna per chi cerca autenticità. Nella zona industriale, dove passano gli assi viari principali che collegano la città al resto della provincia, ci sono sottovia divenuti ormai gallerie d'arte diffusa grazie al lavoro di collettivi che dal 2019 cercano di "bonificare" questi spazi attraverso il colore e l'immagine.

Recentemente ho incontrato un lettore che mi ha chiesto: "Ma ha senso visitare zone industriali per vedere murales?" La risposta è sì, perché quegli spazi sono spesso il laboratorio dove gli artisti sperimentano senza i vincoli del centro storico. Vedete sketch più audaci, colori meno convenzionali, messaggi più radicali.

Prendetevi un pomeriggio. Parcheggiate vicino alla zona commerciale di Andria nord, camminate verso i sottovia. Portatevi uno zaino con acqua e scarpe comode. Gli spazi sono ampi, il cammino è lungo, ma ne vale la pena.

Come visitare questi luoghi senza perdersi

La regola aurea: non cercate perfezionismo organizzativo. Queste opere cambiano, vengono ricoperte, si deteriorano. Non esiste un itinerario definitivo. Quello che vi do è una bussola, non una guida rigida.

Portatevi fotocamera decente, scarpe adatte ai sampietrini, pazienza infinita. Parlate con le persone che incontrate. Spesso scoprirete che il murale che state osservando è stato realizzato dal figlio del barista al quale chiederete un caffè. La Puglia funziona così: attraverso le connessioni, le storie, i dettagli che le app non catturano.

Questo è il turismo che pratico da anni. Non è comodo, non è istantaneo. Ma quando tornerete a casa, avrete visto la Puglia vera, non quella patinata dei siti commerciali. E questo, vi assicuro, rimane per sempre.

Naomi Varone
Naomi Varone

Naomi, foggiana di nascita, scopre la Puglia attraverso tappe di street art e festival musicali nei piccoli centri del Tavoliere. Si è fatta conoscere sui social per le sue guide ai migliori locali tipici frequentati dagli artisti locali e per le mappe delle zone più fotogeniche.