Scavi archeologici di Egnazia considerati tra i più importanti del il sud Italia

Considerati la storia della Pompei della Puglia, gli scavi archeologici di Egnazia hanno permesso di portare alla luce tanti tesori. Scopriamo di cosa si tratta.

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Scavi archeologici di Egnazia
Scavi archeologici di Egnazia. Riconoscimento editoriale: Wikipedia

EGNAZIA – Gli scavi archeologici di Egnazia sono ad oggi considerati tra i più importanti del il sud Italia perché hanno permesso di scoprire molte cose sulle antiche popolazioni che hanno colonizzato la Puglia. La regione, infatti, è stata da sempre colonizzata da diverse popolazioni e sin dall’inizio della sua fondazione, avvenuta nei pressi dell’attuale Fasano, proprio ad Egnazia, vi furono invasioni già dal XV secolo a. C durante l’età del Bronzo. A partire dall’VIII secolo fu poi abitata dai Messapi.

Egnazia la Pompei del sud

Inizialmente nata come villaggio di capanne, Gnathia, nome antico di Egnazia, divenne presto un centro di scambio importante per spezie, gioielli, tappeti e grano. Il territorio era anche molto apprezzato perché considerato una fortezza della civiltà messapica contro le colonizzazioni attuate dagli Elleni della Magna Grecia. Dopo i Greci i Romani ebbero la meglio verso il 280 a.C., poi vi furono i Barbari e poi la città scomparve VI secolo d.C.

Gli scavi archeologici di Egnazia

Gli scavi archeologici di Egnazia sono iniziati in modo sistematico a partire dal 1912 e ancora oggi proseguono regolarmente. Ad oggi l’area con i suoi 15 ettari di parco archeologico e i 1200 mq di superficie espositiva del museo, non è solo una zona di scavi e resti archeologici, ma un’intera città antica venuta alla luce. Inoltre, le tombe messapiche rinvenute nelle necropoli hanno fornito preziose informazioni riguardo la cultura e le credenze sull’aldilà diffuse tra in IV e il II secolo a.C. Egnazia è definita la Pompei della Puglia proprio per tutti i rinvenimenti scoperti e quelli che ancora devono essere rinvenuti. Tra le scoperte più sensazionali vi è quella della Tomba delle Melegrane, formata da una scala a gradini intagliati nella roccia e un vestibolo che porta alla camera sepolcrale ipogea: la porta d’ingresso è ancora oggi perfettamente funzionante ed è formata da due battenti monolitici muniti di una maniglia incassata.