Castello Aragonese di Taranto
Aragonese Castle of Taranto and revolving bridge on the waterway, Puglia, Italy. Riconoscimento editoriale: Marco Fine / Shutterstock.com

TARANTO – Si è tenuto il censimento promosso dal Fai (
Fondo Ambiente Italiano): “I Luoghi del Cuore”, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. In questa indagine sono stati presi in campione tutti i luoghi più significativi, i quali hanno fatto la storia di svariati comuni italiani. I più importanti monumenti tarantini sono stati:

Il Castello Aragonese di Taranto si piazza al 10° posto della speciale classifica. «Venne riedificato tra 1481 e 1492, per volere del re di Napoli Ferdinando II d’Aragona, su un primo nucleo sorto in epoca greca (IV-III secolo a.C.), le cui strutture sono ancora leggibili, insieme ad altre di età bizantina (X secolo) e normanno-sveva – ricordano dal Fai – Al progetto rinascimentale potrebbe aver collaborato anche il celebre architetto e ingegnere militare senese Francesco di Giorgio Martini. La fortificazione fu ampliata per rimpiazzare la tipologia medievale delle torri alte e sottili, concepite per la difesa piombante, con altre più basse, larghe e circolari, dotate di un parapetto con specifiche aperture (“bocche da fuoco”) in cui posizionare i cannoni, a seguito dell’introduzione della polvere da sparo e della conquista di Otranto da parte dei turchi, che nel 1480 aveva dimostrato come le fortezze medievali fossero ormai inadeguate. Durante il dominio spagnolo si incrementarono le difese allargando il fossato e costruendo una nuova fortificazione con tre torri di 18 metri di diametro.

Nel 1707 gli Asburgo trasformarono il castello in una prigione, mentre con Napoleone il forte tornò alla sua funzione originaria. Dal 1887 è sede del Comando della Marina Militare Italiana. All’interno si trova la cappella rinascimentale di San Leonardo, riconsacrata nel 1933 dopo essere stata adibita nel corso degli anni a corpo di guardia e stalla. I voti per il Castello Aragonese, luogo simbolo per i cittadini di Taranto, sono stati raccolti dalla stessa Marina Militare, per proseguire gli studi e la valorizzazione del bene. Il castello è aperto al pubblico dal 2005 e nel 2018 ha raggiunto la cifra record di 121mila visitatori».

Il Santuario della Madonna della Scala di Massafra, con 18.714 voti, è al 15° posto. «Con i 125 gradini che ne consentono l’accesso sul fianco orientale della gravina di Massafra, è incastonato nella roccia ed è intitolato alla santa protettrice della città dal 1776. La storia del santuario trae origine dalla leggenda del “miracolo delle cerve” secondo cui, intorno al Trecento, due cerve braccate dai cacciatori s’inginocchiarono nel punto in cui fu ritrovato un affresco bizantino della Vergine. In memoria dell’evento, nel luogo del miracolo fu eretta una piccola cappella. Custodito su un blocco di pietra calcarea nel settecentesco altare maggiore, l’affresco è ancora oggi il cuore del santuario, sontuoso edificio in stile barocco e neoclassico, con pianta a croce latina e tre navate con volte a vela, scandito da massicci pilastri. Aperto al pubblico, il santuario necessita però di interventi di recupero e miglioramento della fruizione, anche per consentirne l’accesso a persone con difficoltà motorie. Un comitato costituito dagli abitanti del quartiere di San Francesco a Massafra è attivo per questo luogo».

Al 29° troviamo la Circumarpiccolo «storia di una strada dimenticata». «È una strada silenziosa e immersa nella natura, che circonda i due golfi del Mar Piccolo di Taranto e collega la parte sud con la parte nord della città. Il Mar Piccolo è una laguna costiera che si estende per poco più di 20 km quadrati, a nord della città. Percorrendo la strada, che come dice il suo nome circonda ad anello questo bacino, si abbraccia un panorama ricco di fascino, con gli aironi e i fenicotteri che popolano la Palude La Vela, un’area naturale protetta in riva al mare. L’ambiente dell’oasi è palustre con canneti, macchia mediterranea e acquitrini costellati di orchidee spontanee. Dopo anni di polemiche la strada, nella cui area sorge anche un sito archeologico, riapre al traffico di automobili e furgoni, notizia che desta la preoccupazione della cittadinanza per la messa a rischio dell’habitat prezioso ma fragile. Salvaguardare la Circumarpiccolo dalle fonti di inquinamento e dal degrado è quello che ha spinto i cittadini di Taranto a votarla in questa e nelle precedenti edizioni del censimento de “I Luoghi del Cuore”».