Lecce

Presso Lecce, le ottime strutture ospedaliere hanno invogliato il paziente Pino Romano (presidente della commissione sanità Puglia) a raccontare la sua esperienza all’interno del servizio sanitario pubblico, a seguito di un intervento a cuore aperto. “Ora posso raccontare la mia esperienza leccese perché ho trovato una grande qualità professionale e, nella fase post operatoria, tanta umanità. Non pensavo si trovassero tutte queste qualità nel sistema sanitario pubblico”.

“È importante dire che dell’oncologico pugliese ci si può fidare – afferma il presidente della Commissione regionale della Sanità, Pino Romano – Stavo pensando di andare fuori anch’io. Immaginate quante indicazioni mi sono arrivate: c’era chi mi diceva di andare al San Camillo a Roma, a Milano o negli Usa. Potete immaginare, con tutte le mie amicizie e i miei contatti, quanti suggerimenti ho avuto. Ma il direttore Narracci mi ha convinto a restare e io ho cambiato idea anche sulla necessità di puntare su strutture medio piccole. Gli hub, i grandi poli, ti danno molte più garanzie per le eccellenze che lavorano all’interno e per la casistica. Io mi sono documentato e ho visto che l’eccellenza era anche qui a Lecce”. “Il problema non è l’ospedale sotto casa, ma avere un ospedale che ti porta nel Dipartimento dove il tuo problema viene trattato col massimo livello di professionalità e tecnologia”.

“Mi sono fidato e affidato e ho scoperto l’eccellenza, anche nell’Emodinamica del Fazzi. Il modello organizzativo e tutta l’équipe che ruota intorno al dottor Casali sono eccellenti”. “Anche nel grande Polo c’è umanità. La persona si salva quando c’è casistica operatoria, esperienza e professionalità”- conclude il presidente.

Il dottor Giovanni Casali, direttore della Cardiochirurgia leccese dichiara “C’è stata serenità e armonia”. “Ora viaggiamo su un livello di interventi che è il doppio di quando sono arrivato. Nel nuovo DEA sorgerà la Casa del Cuore: dal punto di vista tecnologico, con le nuove innovazioni, si partirà da un buon livello, anche se le nuove tecnologie sono in evoluzione continua. “È importante che la macchina amministrativa resti al passo con le innovazioni. Abbiamo lavorato molto sulla ‘dipartimentalizzazione’, che è un fatto culturale: si moltiplicano le interazioni tra medici e tecnologie” – afferma il responsabile della Cardiochirurgica “Lasciamo liberi i decisori nei nuovi concorsi: la politica non si occupi delle nomine. Grazie a questo buon atteggiamento oggi abbiamo a Lecce Casali” -dichiara un sindacalista dei medici. “Questo ospedale diventerà una sorta di policlinico: metteremo insieme i tre padiglioni del Fazzi per fare un unicum, dove si fa anche formazione – annuncia Ottavio Narracci, direttore Asl/LE – Oggi abbiamo, rispetto alle discipline di Cardiologia, il famoso terzo piano che serve tutto il Salento: è un HUB di secondo livello con tutta l’interventistica d’emergenza. Questo è un ospedale che produce innovazione. Noi vogliamo attirare qui i migliori. I commissari che vengono a fare i concorsi a Lecce si complimentano con noi. Le commissioni vengono selezionate per sorteggio. Ecco perché porteremo i migliori medici a Lecce. L’organizzazione dipartimentale sarà il prossimo obiettivo: uno strumento che darà ai clinici la possibilità di agire e prendersi le proprie responsabilità.”