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All’Istituto Tumori di Bari è stata effettuata la ricostruzione del seno con il grasso della paziente

La ricostruzione del seno con il grasso è stata effettuata con il lipofilling attraverso la criconservazione

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ricostruzione del seno con il grasso

La scoperta della crioconservazione per il lipofilling realizzata all’Istituto Tumori di Bari ha permesso di effettuare la ricostruzione del seno con il grasso della paziente. Si tratta di una metodica assolutamente innovativa, che permette di eseguire l’intervento molto più facilmente che in passato. Infatti, il seno veniva già ricostruito con il grasso della paziente, ma richiedeva svariati interventi e disagi notevoli per la persona. Con la nuova scoperta effettuata all’Istituto Tumori di Bari probabilmente non sarà più così. Oggi il lipofilling si può eseguire solamente in diverse fasi a distanza di tempo e per ciascun reimpianto occorre fare un prelievo.

Procedura sicura quella della ricostruzione del seno con il grasso

Questa operazione non è affatto semplice, ma tramite la crioconservazione si può prelevare il grasso in un’unica soluzione e lo si può innestare in diverse riprese anche in ambulatorio. La problematica era quella di dimostrare che questo metodo si potesse realizzare senza utilizzare conservanti che potessero essere nocivi. Grazie alla ricerca avviata dalla chirurgia plastica diretta da Maurizio Ressa, e con l’approvazione della Direzione Scientifica dell’Istituto “Giovanni Paolo II” guidata da Angelo Paradiso, ma anche con il sostegno di Biobanca, Anatomia Patologica ed Ematologia dello stesso Istituto Tumori, l’operazione è riuscita.

Presto la metodica verrà introdotta nella chirurgia ricostruttiva

A condurre l’intervento di ricostruzione del seno utilizzando del grasso della paziente attraverso la crioconservazione per lipofilling è stato il team composto da Grace Massiah, Giuseppe De Palma, Antonio Negri, Fabio Mele e Donato Loisi. Pubblicata di recente, la ricerca ha fornito eccellenti risultati sulla permanenza in vita delle cellule. E’ probabile che fra poco tempo la nuova procedura venga introdotta per i trattamenti di chirurgia estetica, a cominciare dalle donne che hanno bisogno di un intervento di chirurgia ricostruttiva perché hanno affrontato un tumore. La metodica si è rivelata sicura ed efficace e sarà un notevole aiuto per ridare a tante donne una nuova speranza di riacquistare il seno.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Poliziotti non vaccinati in Puglia, problemi per il Green Pass

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Poliziotti non vaccinati e senza Green Pass

Il 15 ottobre è entrato in vigore il Green Pass obbligatorio per entrare nei luoghi di lavoro. A causa di questo obbligo sono nati problemi anche fra le Forze di Polizia. Anche i poliziotti non vaccinati in Puglia sono ancora tanti, e Michele Caputo, segretario generale della Regione Puglia del sindacato di Polizia LeS (Libertà e Sicurezza), ha sottolineato la libertà di scelta che ciascuno dovrebbe avere in una democrazia. Chi non ha fatto il vaccino avrà avuto i suoi motivi, magari per patologie, oppure per ragioni mediche di altro tipo. E’ comunque un diritto non volersi vaccinare contro il covid-19 e un sindacato ha l’obbligo di tutelarlo.

I poliziotti non vaccinati in Puglia sono numerosi

Caputo ha sottolineato che non vaccinarsi è una libera scelta, ma è invece un obbligo fare il tampone ogni 48 ore per entrare nei luoghi di lavoro. Purtroppo, mentre il vaccino è gratuito, il tampone è a pagamento e il dipendente deve affrontare una spera esosa pari a circa 200 euro mensili. Sicuramente dovrà anche prendersi delle ferie per alternarli alle giornate di lavoro. L’organico è già carente in Puglia, e se si assentano più poliziotti insieme ci potrebbero essere conseguenze serie per la sicurezza del territorio. La proposta di Caputo avanzata per evitare problemi non è stata accettata.

Bisogna trovare una soluzione

Caputo aveva proposto di far fare i tamponi ai poliziotti non vaccinati in Puglia e nelle altre regioni presso le sale mediche delle sedi di polizia, a titolo gratuito oppure pagando solo le spese del materiale. La sua proposta non è stata accettata, ma invece sarebbe stata l’unica plausibile e facile anche da mettere in atto. Il sindacalista ha sottolineato che ha anche fatto chiesto in passato aiuto ad Emiliano, e che lo farà nuovamente per tentare di trovare una soluzione. Sarebbe proprio il caso di risolvere questa situazione prima che possa accadere l’irreparabile e che venga messa a rischio la sicurezza nazionale.

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