Vecchie 10 lire di valore: ecco quanto possono valere

La tipologia di moneta da 10 lire è stata una delle più comuni per oltre un secolo, a partire dal 19° secolo, quando da moneta piuttosto importante, spesso coniata in lega di argento o addirittura oro, è stata portata ad una forma progressivamente ma naturalmente più “umile” con metalli meno pregiati, contraddisitnto anche da valori progressivamente minori. Ma dal punto di vista collezionistico, in particolare con la diffusione dell’euro e con la naturale dismissione della lira intesa come valuta “utile”, anche le vecchie 10 lire sono divenute forme di oggettistica dotato di un certo valore.

Visto che è stato un taglio molto prolifico, ed impiegato per svariati decenni, è possibile fare una sorta di classifica tra gli esemplari più rari.

Magari alcuni di questi sono anche riscontrabili nelle nostre abitazioni, e possono portare un guadagno importante quanto rilevante.

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vecchie 10 lire

La 10 lire ha costituito un taglio italiano, diffuso fin dalle prime fasi di sviluppo del Regno d’Italia, anche se la variante sicuramente più recente e ricordata è chiaramente quella con la Spiga, anzi con le due spighe, facilissima da trovare e sicuramente anche la meno rara, nonchè la più “leggera” fisicamente ma anche come potere d’acquisto. Infatti anche se è stata prodotta fino alla fine del secolo scorso, il suo utilizzo è stato dismesso già con gli anni 90.

Nell’epoca repubblicana corrispondente al periodo di nascita del secondo dopoguerra fino ad oggi, sono state emesse due tipologie di monete da 10 lire, seppur in condizioni diverse e contraddistinte dalla medesima forma di lega metallica, ossia l’Italma, molto comune ai tempi.

Le più rare sono sicuramente quelle del 1954, ma solo se si trovano in condizioni perfette possono valere tra i 40 ed i 120 euro. Esiste una variante concepita come errore di conio, diffusa in pochi esemplari, esclusivamente nel 1991 , con il “verso” ossia il lato opposto della moneta con la facciata capovolta. Questa forma di emissione vale tra i 30 ed i 150 euro se in condizioni Fior di conio.

Andando indietro nel tempo, anche le forme di moneta antecedenti, conosciute come Olivo o Pegaso, sono interessanti, anzi lo sono di più: se troviamo un esemplare di questa moneta del 1948 possiamo guadagnare da 10 fino a 200 euro, mentre le più rare sono sicuramente quelle del 1947 e 1946: quelle del 1947 sono quasi introvabili ed hanno un valore tra i 1000 ed i 4500 euro, di meno possono far guadagnare le emissioni del 1946 che valgono da circa 200 fino a 750 euro.

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