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Cozze gratinate in Puglia: l'ingrediente locale che le differenzia da tutte le altre

Miriam Gualdonidi Miriam Gualdoni· 26/08/2026 21:20
Cozze gratinate in Puglia: l'ingrediente locale che le differenzia da tutte le altre

Le cozze gratinate in Puglia hanno il profumo del mare e delle cucine di casa: caldo di forno, mollica croccante e un tocco lattico che fa la differenza. Crescendo a Taranto ho imparato a riconoscerle dal suono del guscio che si apre e dalla doratura giusta, mai eccessiva. Ma il vero segreto non è nella panatura in sé: è in un ingrediente locale, antico e testardo, che racconta il Salento più genuino. È ciò che distingue questo piatto da ogni versione altrove.

Qual è l'ingrediente segreto che rende uniche le cozze gratinate pugliesi?

L'ingrediente chiave è la cacioricotta salentina grattugiata, spesso di capra o mista, che fonde la sua sapidità elegante con l'iodato delle cozze. Aggiunge cremosità senza coprire, regalando un finale lattico e rotondo alla gratinatura. È il tratto distintivo che, in Puglia, sostituisce o affianca formaggi più comuni.

Nelle case tra Taranto e il basso Salento si usa una grattugia a fori larghi per ottenere scaglie sottili: così, in forno, la cacioricotta lega la mollica senza trasformarsi in una crosta dura. La presenza di note caprine, più fresche e pulite, esalta la dolcezza naturale dei mitili e bilancia l'olio extravergine dal fruttato intenso. Quando poi la panatura è preparata con mollica di Pane di Altamura, riconosciuto come DOP Denominazione di origine protetta, il risultato è un morso che profuma di grano maturo e briciole croccanti.

Come si preparano le vere cozze gratinate in Puglia, passo dopo passo?

Si puliscono bene le cozze, si aprono a metà e si farciscono con una panatura di mollica, cacioricotta, aglio e prezzemolo; poi via in forno caldo per pochi minuti, finché dorano. Il segreto è non stracuocerle: la cozza deve restare succosa e la panatura appena croccante. Bastano precisione e attenzione alla materia prima.

Comincia spazzolando i gusci sotto acqua corrente e scartando quelli rotti o che non si chiudono al tocco. Apri le cozze a crudo infilando il coltello nel lato più corto e conservando l'emivalva con il frutto. Questo passaggio, molto praticato nelle cucine tarantine, mantiene intatte le carni.

Per la panatura, sbriciola mollica di Pane di Altamura del giorno prima: dev’essere grossolana, mai sabbiosa. Unisci cacioricotta grattugiata, aglio tritato fine, prezzemolo e pepe; irrora con olio extravergine pugliese dal carattere deciso (le cultivar Coratina o Ogliarola funzionano bene) fino a ottenere un composto umido e sgranato. Niente sale, lo daranno il mare e il formaggio.

Disponi le cozze su teglia, premi una cucchiaiata di panatura su ciascuna, un filo d’olio e inforna a 200-210 °C per 8-10 minuti, solo fino a doratura. Se ti piace, profuma con una goccia di vino bianco secco prima del forno. Lascia riposare due minuti: la panatura si assesta e non si stacca al primo morso.

Per sicurezza alimentare, lavora sempre a freddo e rapidamente, rispettando le buone pratiche ispirate al sistema HACCP: utensili puliti, temperature controllate, mitili vivi fino al momento della preparazione.

Perché le cozze tarantine fanno la differenza?

Le cozze di Taranto crescono tra acque dolci e salmastre del Mar Piccolo, nutrite dai citri, sorgenti sottomarine che regalano nutrienti unici. La loro carne è morbida, sapida e dolce allo stesso tempo, ideale per la gratinatura pugliese. Non a caso, in città la cozza è un’istituzione domestica oltre che gastronomica.

Questo equilibrio dolce-sapido riduce la necessità di condimenti aggressivi: basta l’olio buono e la cacioricotta a completare il profilo. Se vuoi imparare a scegliere il prodotto giusto, qui trovi consigli utili su come riconoscere una cozza tarantina davvero fresca, dalla lucentezza del guscio all’odore di mare pulito.

Quali sono gli abbinamenti e contorni tipici con cui servirle?

Le cozze gratinate amano i bianchi pugliesi freschi e verticali, come Verdeca, Fiano Minutolo o un Bombino bianco giovane. In tavola, accompagna con friselle bagnate, pomodorini e rucola: puliscono il palato e amplificano la croccantezza della panatura. D’estate, la frutta fresca di stagione chiude perfettamente il menu marinaro.

Nel Salento la scena tipica è terrazza al tramonto, un piatto di cozze fumanti e, a seguire, una fetta di anguria ben matura. E se al mercato vuoi evitare sorprese, può tornarti utile conoscere il metodo pugliese della ‘battitura’ dell’anguria, una piccola astuzia contadina per scegliere il frutto più succoso.

Come scegliere e conservare le cozze prima della gratinatura?

Acquistale vive, con gusci ben chiusi e privi di crepe, e con un odore di mare pulito, mai ammoniacale. Conservale in frigorifero per non oltre 24 ore, in uno scolapasta coperto da un panno umido: devono respirare e restare asciutte. Prima di usarle, elimina il bisso e scarta quelle che si aprono da sole.

Se vuoi spurgarle, immergile per 30 minuti in acqua fredda molto salata, poi risciacqua. Non metterle mai in sacchetti chiusi ermeticamente. Anche per gli ingredienti della panatura, la scelta conta: olio extravergine locale, aglio fresco e mollica di pane di qualità—il Pane di Altamura DOP, per esempio, garantisce struttura e sapore grazie al disciplinare di filiera legato alla Denominazione di origine protetta.

Esistono varianti locali dal Gargano al Salento?

Sì, e raccontano la geografia dei sapori pugliesi. Sul Gargano qualcuno aggiunge scorza di limone grattugiata per un tocco agrumato; in Valle d’Itria compaiono foglioline di menta con discrezione. Nel Capo di Leuca capita di trovare capperi dissalati e pangrattato più fine, mentre nel Tarantino resta irrinunciabile la mollica grossolana e la cacioricotta caprina.

C’è chi ama una punta di peperoncino di Carovigno per scaldare il finale, o chi sostituisce parte del prezzemolo con finocchietto selvatico quando è di stagione. La regola non scritta è una sola: valorizzare la cozza senza sovrastarla. E questa bussola, in Puglia, coincide con stagionalità, olio buono e forno caldissimo.

Quali errori evitare per una gratinatura perfetta?

Gli errori più comuni sono tre: panatura troppo secca, eccesso di sale e cottura prolungata. Mantieni la panatura umida con olio, non salare, e togli le cozze appena dorano. Così eviti che il frutto si asciughi e la crosta diventi dura.

Domande rapide sulle cozze gratinate pugliesi

Posso sostituire la cacioricotta? Sì, con pecorino giovane, ma il profilo sarà più salato e meno elegante.

Meglio pangrattato o mollica? Mollica grossolana: lega gli aromi e gratina senza seccare.

Olio extravergine: quale scegliere? Un fruttato medio-intenso pugliese, Coratina o Ogliarola.

Si possono preparare in anticipo? Prepara e farcisci, poi in frigo coperto per 2-3 ore; inforna all’ultimo.

Temperatura ideale del forno? 200-210 °C statico o 190 °C ventilato per 8-10 minuti.

Servirle calde o tiepide? Meglio tiepide: aromi più nitidi e panatura stabile.

Miriam Gualdoni
Miriam Gualdoni

Miriam, originaria di Taranto, ha trascorso la sua infanzia tra uliveti e spiagge salentine. Da anni racconta le sue esperienze esplorando piccoli borghi pugliesi, partecipando a feste di paese e sperimentando ricette tradizionali apprese da anziane signore del posto. Crede che ogni angolo di Puglia abbia una storia segreta da scoprire.