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Enogastronomia

Interventi di difesa e nutrizione per l’uva da tavola, in Puglia a causa del caldo vengono fatti di notte

Si svolgono di notte gli interventi di difesa e nutrizione nella regione pugliese a causa del forte caldo

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uva da tavola

Ad appena una settimana dall’inizio dell’estate le temperature sono già roventi e stando a quanto dicono gli esperti quella del 2021 sarà una delle estati più calde degli ultimi anni. Sono tante le località italiane in cui negli ultimi giorni le temperature hanno superato i 35°C, scatenando svariate problematiche. Nel sud la situazione è ancora peggiore e già dal mattino le temperature raggiungono i 34°C per poi toccare anche i 43°C. Il lavoro nei campi diventa più difficile e gli interventi di difesa e nutrizione per molte colture a causa del forte caldo devono essere svolti di notte. Il prodotto da proteggere di più al momento è l’uva da tavola.

Interventi di difesa e nutrizione per l’uva da tavola

A confermarlo sono gli stessi produttori di uva del sud-est barese, una delle zone in cui la produzione viticola italiana si concentra maggiormente. Gli imprenditori hanno confermato che si lavora tutta la notte per eseguire gli Si svolgono di notte gli interventi di difesa e nutrizione per l’uva da tavola, e vengono fatti quando la temperatura si mantiene intorno ai 24-26°C. Si comincia a mezzanotte e si continua fino alle 7 del mattino, in modo da non lavorare durante la parte più calda della giornata con i dispositivi di protezione individuali. Se questi interventi vengono effettuati negli orari di lavoro normali rischierebbero di diventare inutili e nuocerebbero perfino alla pianta.

Attività notturne faticose e costose

Il periodo è delicato per alcune varietà di uve, in quanto per loro è il momento della creazione e gli acini stanno ingrossando. Per questo il calendario di interventi di difesa e nutrizione deve essere seguito  correttamente e devono anche essere eseguiti nelle condizioni meteo migliori. Gli interventi notturni, visto che il caldo in Puglia non accenna a diminuire, proseguiranno ancora per alcuni giorni. Si tratta di un lavoro faticoso e costoso, poiché bisogna anche assicurare una gestione corretta dell’impresa il giorno. Inoltre, servono più dipendenti e macchine efficienti, e i problemi non mancano.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Enogastronomia

In Puglia continua la tradizione della raccolta delle olive

La raccolta delle olive in Puglia viene effettuata fra ottobre e novembre, come da tradizione

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raccolta delle olive puglia

L’autunno è il periodo della raccolta delle olive e come da tradizione in Puglia viene effettuata fra ottobre e novembre, ma si prolunga anche nel mese di dicembre quando ci sono oliveti di grandi estensioni. In alcuni casi la raccolta si protrae anche fino al mese di gennaio. Frutto prezioso della Puglia, le olive sono pronte da raccogliere quando raggiungono grandi dimensioni, ovvero quando sono nell’ultima fase denominata inflizione. In questa fase il frutto matura e la percentuale di acido oleico aumenta, mentre la polpa perde consistenza. Tutta la regione nel periodo della raccolta è impegnata con le olive e la sua economia punta molto sull’oro giallo, prelibato e molto richiesto.

Tecniche diverse per la raccolta delle olive

Pianta tipica del Mediterraneo, l’oliveto ha una bellezza straordinaria e per la sua conservazione in Puglia da tempo si combatte ormai contro la Xylella. Per la raccolta delle olive si usano tecniche sia manuali che meccaniche, ma in passato le olive venivano  immagazzinate in cassette con fori, per mantenere il frutto ben areato. Poi venivano portate in ambienti freschi per due giorni e dopo ancora lavorate al frantoio. Questo metodo è largamente usato e quello che garantisce olio di ottima qualità. L’olio  delle olive si può estrarre con un processo che ha tre fasi di lavorazione: frangitura, spremitura e separazione.

Il metodo manuale usato ancora oggi

L’olio ricavato da questo tipo di lavorazione va conservato con cura per preservare le caratteristiche chimico-organolettiche. Invece, la raccolta delle olive con metodo manuale prevede il distacco dei frutti a mano o con dei pettini. Le olive cadono sulle reti stese già sul terreno sottostante. Vi sono però altri metodi di raccolta manuale che prevedono il percuotimento delle fronde con bastoni così da provocare la caduta delle olive. Un altro metodo è la raccolta spontanea, mettendo delle reti sotto gli alberi e si aspetta che le olive cadono. Poi vengono raccolte a mano con le scope, ma si tratta di una tecnica poco usata perché i frutti diventano marci.

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