Screening obbligatorio sulla Sma su centinaia di neonati pugliesi, risultato negativo

Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, e promotore e primo firmatario della legge pugliese sullo screening obbligatorio Sma per tutti i neonati, ha annunciato che sono risultati negativi gli screening fatti fra il 7 e il 18 dicembre su 839 neonati pugliesi. Amati ha sottolineato che quanto è accaduto è un segnale di svolta per la Regione Puglia riguardo la diagnosi precoce di una terribile malattia. Il presidente ha auspicato che altre regioni italiane approvino lo screening obbligatorio, per evitare che vi siano ritardi sulla diagnosi precoce in altre regioni.

Efficienza della norma sullo screening obbligatorio Sma

Amati ha detto di aver scritto quella la norma sullo screening obbligatorio Sma per tutti i neonati con due obiettivi. Uno è la diagnosi precoce, per poter garantire cure e migliorare la qualità della vita che, l’altro è  quello di superare gli ostacoli di una Pubblica amministrazione che molto spesso non risolve i problemi dei cittadini e diventa contorta a causa del complicato sistema burocratico. Dopo l’approvazione della legge, a distanza di appena sei mesi, sono state acquistate attrezzature, è stato formato il personale e anche organizzato il servizio. Già dalla primissima fase i numeri sono soddisfacenti e dimostrano come il servizio sia efficiente. Dal 7 al 18 dicembre hanno svolto il test 839 bambini, tutti risultati per fortuna negativi.

La diagnosi precoce della malattia è molto importante

Amati ha gioito per i risultati negativi di tutti quei bambini che hanno svolto lo screening obbligatorio Sma. Le 839 famiglie pugliesi che hanno sottoposto i loro figli al test possono stare tranquilli e non temere che vi sia l’ombra nei loro piccoli di questa terribile malattia. Ovviamente non sempre ci saranno risultati negativi, ma la diagnosi precoce serve ad intervenire in tempo con la terapia genica. Infatti, se la terapia viene somministrata ai piccolo nei primissimi mesi di vita riesce a migliorare moltissimo la qualità della loro vita e anche quella delle loro famiglie. Nel frattempo la ricerca scientifica va avanti e si spera che possano esserci in futuro cure ancora migliori.

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