Impianto fotovoltaico con accumulo: come funziona, quanto costa, pregi e difetti

L’ambito energetico mantiene una enorme rilevanza in ambito genrale, soprattutto se si considera questo settore come primario in senso assoluto, in un contesto estremamente competitivo e non più “sicuro” come in passato con la proverbiale forma di “calo” dei prodotti di origine fossile (come il petrolio), risulta essere oggi più sensato anche per l’immaginario comune una forma di reale incentivo tecnico ma anche per il lungo periodo. Tra le forme più incentivate e spesso valutate tra le forme di impianto fotovoltaico figura quello con accumulo, concepito per svolgere un ruolo molto particolare e maggiormente “conservativo” dell’energia che nelle condizioni giuste può effettivamente portare ad una forma di indipendenza energetica dal fornitore.

Ovviamente non sono tutti uguali, ed anche il fotovoltaico con accumulo ha una spessa minima ed una media, oltre che costi di manutenzione.

Ma quali sono pregi e difetti dell’impianto in questione? E quanto costa?

Fotovoltaico con accumulo: conviene davvero?

L'ambito energetico mantiene una enorme rilevanza

Si tende a valutare ancora oggi una distinzione  tra l’impianto fotovoltaico, tra quelli grid connected senza accumulo detti anche ad isola o “stand alone”, ossia quelli legati unicamente alla linea elettrica già presente e che sono quindi di “supporto” all’energia che arriva tramite  il fornitore e quelli ad accumulo.

L’impianto in ogni caso è costituito, in quest’ultimo caso dai pannelli che catturano l’energia elettrica, un inverter che converte i raggi solari in energia utilizzabile, delle batterie che possono “mantenere” l’energia e permettere di utilizzarla in un secondo momento, e negli ambienti particolarmente soleggiati può essere anche rivenduta se in eccesso.

I costi sono ovviamente variegati a seconda del tipo di impianto, dalla dimensione dei pannelli solari ma anche dalla qualità dell’inverter (che determina anche l’efficienza), e delle batterie, ad esempio quelle al piombo che costano meno ma sono più ingombranti ed efficienti, diverse da quelle al litio che sono invece molto più ridotte ed efficienti ma hanno costi maggiori.

Attraverso questo sistema, se ci troviamo in un luogo del paese adatto, quindi sufficientemente soleggiato, attraverso un investimento, in un contesto di anni che può essere calcolato tra i 6-7 ed i 12-15 anni (a seconda del contesto) questo si ripaga e può iniziare a far effettivamente risparmiare, portandoci anche totalmente al distacco dalla fornitura di energia tradizionale.

I costi sono molto diversificati, in quanto dipende dalla necessità, che viene calcolata in KWh, i piccoli e medi centri abitativi possono necessitare di almeno 5000 o 6000 euro per il costo totale dell’impianto fino a spingersi poco oltre i 10 mila euro per singola unità.

I pregi di questo sistema sono ovviamente legati all’efficientamento energetico, e permettono in qualche modo di liberarsi progressivamente dal “peso” della bolletta. Il difetto è legato al potenziale costo iniziale che può essere troppo alto.

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