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Coldiretti Puglia lancia l’allarme per la crisi sui consumi degli agrumi

A causa della crisi sui consumi degli agrumi Coldiretti chiede un tavolo regionale

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Agrumi pugliesi

La grave crisi sui consumi degli agrumi ha portato la Coldiretti Puglia a denunciare la situazione che sta distruggendo gli agricoltori. Le temperature più elevate delle medie stagionali ha portato al crack degli agrumi nelle campagne a causa di prezzi troppo inferiori ai costi di produzione. Le ripercussioni negative sono state inevitabili sui redditi delle imprese agricole e c’è il rischio che arance e clementine rimangano sugli alberi invenduti. Vista la situazione, Coldiretti Puglia ha chiesto la convocazione urgente del Tavolo Agrumicolo regionale, costituito di recente, per supportare un Piano agrumicolo regionale che permetta di superare le crisi del comparto diventata oramai strutturale.

Allarme crisi sui consumi degli agrumi

Per Coldiretti è anche necessario sostenere i nuovi impianti e la rigenerazione del patrimonio agrumicolo. L’associazione ha anche sottolineato che i prezzi sono troppo al ribasso e nei campi della provincia di Taranto il conto economico è drammatico. In queste zone il settore agrumicolo ha un valore di oltre 80 milioni di euro e produce 2,6 milioni di quintali. Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto, ha detto che i prezzi non sono affatto remunerativi e questo, come tante altre volte, è un anno da dimenticare. La tendenza a peggiorare di anno in anno sta seriamente preoccupando e gli effetti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole sono pesanti.

La situazione è pesante per le imprese

Coldiretti Puglia ha aggiunto che alla crisi sui consumi degli agrumi si aggiunge l’incontrollato arrivo di agrumi provenienti dall’estero, che appesantisce la situazione economica e occupazionale delle imprese agricole regionali. Questo aspetto ha effetti negativi anche sui consumatori ed è dunque necessario intervenire con misure concrete e trasparenti per promuovere i consumi dei prodotti della regione. Purtroppo, però, il calo dei consumi è sceso tanto, infatti per le arance all’anno ogni persona ne consuma meno di 15 chili, calo dovuto anche riduzione della produzione che si è verificato negli ultimi anni.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Puglia, danni da amianto, dal 1993 migliaia casi di mesotelioma

La mortalità a causa dei danni di amianto in Puglia è del 93%

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Puglia senza amianto: 74 milioni di euro per bonifiche

L’indice di mortalità in Puglia a causa dei danni di amianto è del 93%, entro in cinque anni, di cui il 90% entro il primo anno dalla diagnosi. A dirlo è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto), durante una conferenza stampa a Taranto che si è tenuta sul «Danno da Amianto». Bonanni ha detto che rispetto alle rilevazioni del ReNaM (registro nazionale dei mesoteliomi), che nel periodo tra il 1993 e il 2015 riporta 1.191 casi, è possibile aggiornare il dato epidemiologico con le rilevazioni fino a tutto il 2021, per un totale di casi di mesoteliomi intorno a 1600.

Danni da amianto, approccio diverso dalle istituzioni

Bonanni ha sottolineato che in Puglia si sono registrati 3.200 casi di cancro del polmone. Almeno 2.800 decessi che rientrano in questa cifra, aggiunti a quelli dovuti alle altre patologie correlate fanno lievitare il numero di decessi a circa 6.000 registrati nella regione. Almeno 1.020, riguardanti il periodo dal 1993 al 2021, sono provenienti dai quartieri Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia-Borgo di Taranto. Di essi il 68% si sono verificati in persone di sesso maschile e il 32% nelle donne. Bonanno ha anche detto che le istituzioni devono approcciarsi diversamente per risolvere questi problemi. Occorre mettere in pratica la prevenzione primaria, che include la bonifica, per ridare dignità ai territori in cui i danni da amianto hanno fatto tante vittime.

Il programma Report fa un servizio sull’ex Ilva

Nella giornata di lunedì 29 novembre il programma «Report» di Rai3, che va in onda alle 21.20, fa un servizio su quanto accade oggi all’ex Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa. Lo scorso 31 maggio la Corte di Assise di Taranto si è pronunciata con una condanna in primo grado verso gli imputati del processo Ambiente Svenduto. Sono stati condannati 47 imputati per un totale di 300 anni di carcere. I magistrati hanno emanato una sentenza di disastro ambientale per quanto accaduto dal 1995 al 2012. Bisogna capire adesso che cosa è cambiato con la nuova proprietà e la partecipazione dello Stato rispetto a prima.

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