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Puglia, prezzi choc alle Maldive del Salento

Prezzi choc alle Maldive del Salento, mille euro al giorno per un gazebo al mare

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Spiagge sabbiose in Salento - maldive del salento

Gli effetti dei rincari si fanno sentire anche nella regione pugliese e lo sa bene chi sta per andare in vacanza o magari già c’è stato. Hanno comunque suscitato polemiche i prezzi choc alle Maldive del Salento, come raccontato da alcuni clienti che si sono visti chiedere mille euro al giorno per un gazebo al mare al lido extra lusso «Le Cinque vele». Il lido «Le Cinque vele» è uno stabilimento extra lusso, che offre un mare da sogno e sabbia come se ci si trovasse in un’isola tropicale. Dalla prenotazione online si evince che si può prenotare uno dei gazebo deluxe pagando fino a mille euro per due persone in anticipo.

Polemiche per i prezzi choc alle Maldive del Salento

Nel caso si vuole anche aggiungere il «Pacchetto pranzo con food box» il prezzo sale ancora e si attesta a 1.099 euro. I prezzi choc alle Maldive del Salento hanno scatenato tante polemiche e i clienti stessi hanno fatto delle pesanti critiche su Tripadvisor. Tutti sono stati concordi nel riconoscere la bellezza della location «Le Cinque vele», ma sui prezzi alti ci sono stati tanti commenti negativi. Un cliente giunto da Reggio Emilia ha detto di aver speso 200 euro per un tendalino e che il servizio è stato zero per tutto il tempo. Un altro cliente ha detto che il mare di fronte allo stabilimento è molto bello, che gli accessi sono fantastici ma che il costo della struttura non è assolutamente giustificabile.

Costi alti e qualità dei servizi elevata

A rispondere alle critiche è stata la stessa struttura che ha evidenziato i servizi eccellenti e che quindi giustificano i prezzi così elevati. Come è chiaro, in Puglia non è più come una volta, quando si sceglieva la regione come destinazione di vacanza perché era più economica e offriva al contempo magnifiche bellezze. Oggi le cose sono cambiate e difficilmente si trovano soluzioni molto economiche. Tutte le location più gettonate delle Maldive del Salento hanno oramai prezzi esorbitanti, che solo i più abbienti possono affrontare.

Sicula Doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari.

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Il batterio Xylella si diffonde nel Nord della Puglia

E’ arrivato nel nord della Puglia il batterio Xylella

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Xylella Puglia

Dal contatore del cruscotto del sito istituzionale Emergenza Xylella è emerso che ci sono altri 11 ulivi infetti, il che porta il totale stagionale a 135. Le tre piante infette che si aggiungono alle nove del focolaio sventato alcuni giorni fa tra Polignano e Conversano preoccupano. Una di queste segnala che il batterio Xylella è arrivato nel nord della Puglia, a poca distanza dal 41esimo parallelo. Il focolaio fasanese di Lamalunga è stato allargato da altri sette ulivi e uno, come detto da Infoxyella, ha superato il confine e si trova in una zona cuscinetto.

Conseguenze al nord del batterio Xylella

La notizia che il batterio Xylella ha raggiunto il nord della Puglia dà origine a delle conseguenze. Una di queste è il fatto che non sarà necessario abbattere solo le piante infette ma, come per esempio della pianta che ricade nell’agro di Monopoli, anche le piante delle specie sensibili presenti nel raggio di 50 metri dovranno essere abbattute. Inoltre, l’ultimo degli undici positivi è stato ritrovato nell’agro di Martina Franca, a circa due chilometri ad est del centro abitato di Alberobello. Come sottolineato da Coldiretti Puglia, gli interventi devono essere tempestivi per estinguere subito i focolai attivi.

Tentativi per debellare la Xylella

Numerosi sono stati i tentativi nel corso degli anni in Puglia per eliminare il batterio Xylella. In provincia di Lecce, nel 202, sono state raccolte le olive di un olio proveniente dalla varietà Fs-17 Favolosa, pianta in grado di resistere agli attacchi della Xylella. A Fasano, nel 2021, c’è stato l’intervento di cani “anti batterio” addestrati per individuare in modo precoce la Xylella tramite l’olfatto. Invece, nel 2022, una ulteriore iniziativa è stata quella della Zelus renardii, la cosiddetta “cimice assassina”, che secondo uno studio realizzato da Francesco Porcelli, potrebbe sconfiggere definitivamente la sputacchina, l’insetto vettore del batterio killer che ha danneggiato moltissimi ulivi in Puglia.

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